First Communion Retreat at Jericho

 

CRONACA TORNEO SAN FRANCESCO

4 OTTOBRE 2007 A BEIT HANINA

 

Nel caldo clima delle festività  di  San Francesco, il 4 ottobre  si è svolto nel centro cristiano di Beit Hanina, il primo torneo di calcio Coppa di San Francesco, organizzato dalla Parrocchia Latina di Gerusalemme, San Salvatore.

 

 Il Parroco Padre Ibrahim Faltas, ha organizzato questo incontro nel contesto del progetto educare alla pace, della scuola di calcio Bambini senza confini.

Alla manifestazione è intervenuto anche il Presidente della lega sportiva Mr.Badr Makki.

Il campionato è iniziato in un ambiente competitivo e di sano sport che ha visto coinvolti non solo i bambini ma anche i giovani e come ci ha spiegato Anthony Habash responsabile del progetto bambini senza frontiere, queste iniziative servono a sottolineare l’importanza dello sport come impatto umanitario di un nuovo linguaggio di pace, e di poter così intensificare la rete di comunicazione tra i bambini e i giovani di Gerusalemme, per aiutarli a crescere in un clima in cui i valori morali di condivisione alla pace sono  alla base per fondare la nuova generazione, anche attraverso l’etica e la competizione sportiva, e poter crescere anche con la speranza di diventare perché no, atleti professionisti.

 

Prima di iniziare le finali, si sono disputate numerose partite, sotto la supervisione della Commissione in materia di campionato.

Le squadre partecipanti sono state suddivise in due gruppi: il primo gruppo: la squadra della città vecchia, la  squadra della scuola Terra Santa di Ramla e bambini senza frontiere  e la squadra di Beit Hanina.

Il secondo gruppo, la Scuola del Patriarcato , la  squadra  di S. Dimitri team .

Le partite si sono disputate con entusiasmo e  con la fibrillazione tipica di chi vuol vincere con  determinazione..

Nel  primo gruppo la squadra della Terra Santa di  Ramla  si è qualificato primo,e secondo la squadra dei bambini senza confini della  città vecchia

 

La finale è stata disputata tra due scuole quella di Terra Santa di Ramla e la squadra della scuola dei Freres.

Il gioco è stato avvincente e abbiamo assistito ad una bella sfida calcistica fra le due squadre e sul finire del secondo tempo, negli ultimi istanti è arrivato il gol vincente per la squadra della scuola dei Freres, fissando il risultato di tre a due e vincendo il Primo Torneo Coppa San Francesco 2007

 

Presenti alla manifestazione un team di tutto rispetto, attivamente coinvolti nei progetti di sensibilizzazione alla pace, che hanno vegliato per permettere la realizzazione corretta di questo campionato:il Professor Maurice Rock, Mr Elias Alcarme , Professor Sir Richard Znanery

 

Alla fine, la premiazione   Mr Asif Zahir, ha ricevuto un premio di onorificenza  da Padre Ibrahim Faltas, come  riconoscimento dei suoi sforzi e del suo lungo lavoro profuso come  fondatore della pagina sportiva del quotidiano di  Al-Quds dall’anno  1967.

 

Un altro ringraziamento è stato per  il Presidente dell'Unione dei palestinesi Mr Badr Makki e della sua squadra di collaboratori per il loro impegno e il loro sostegno.

 

Così sia  Padre Ibrahim Faltas, il Sig Zahir e Asif Mr Badr Makki  hanno concluso la manifestazione sportiva premiando con le medaglie tutti i partecipanti e consegnando solennemente il Primo Trofeo San Francesco alla squadra vincitrice della  Scuola dei Freres  allenata da  Maurice Rock, e il secondo premio alla squadra della scuola di Terra Santa di Ramla.  Arrivederci all’anno prossimo.

 

PRIMO TORNEO DI CALCIO

SAN FRANCESCO 2007

 TRA PACE E DIALOGO

 BAMBINI SENZA CONFINI

 E LA FESTIVITA’ DI SAN FRANCESCO A GERUSALEMME

4 OTTOBRE 2007

 

Pace e bene a tutti voi, da Gerusalemme!

Se oggi ci troviamo qui a Gerusalemme, lo dobbiamo unicamente al nostro Padre fondatore San Francesco.

San Francesco ha tanto amato Gerusalemme, come i nostri bambini  amano San Francesco.

La figura di San Francesco è anche di un santo gioioso .

Francesco rappresenta un punto di rottura col modello tradizionale del santo, e perfino del devoto.

Egli è un uomo,e quindi un santo, gioioso, che raccomanda la gioia ai compagni, che ama la povertà, mai disgiunta dalla letizia.

Francesco è ben lontano da quei volti tristi e seri, è un  frate che ama il sorriso.

L'allegria di Francesco fa parte del suo temperamento, della sua vitalità e anche della sua spiritualità. E si manifesta in una grande libertà mentale che gli fa rifiutare una morte edificante. Francesco è colui che, già considerato santo, prima di morire, chiede all'amica Giacoma dei Settesoli di portargli da Roma non solo «ceri e panno grezzo color cenere per cucire la tonaca da morto», ma anche quei dolcetti che amava tanto: «i mostaccioli, a base di mandorle, farina e miele».

E’ con questa gioia nel cuore che i nostri Bambini senza confini hanno imparato ad amare San Francesco e a guardare a lui come modello di riferimento, per divenire piccoli  operatori di pace.

Il progetto di Bambini senza confini, nasce con l’idea e il sogno di donare “in perfetta letizia” un futuro migliore ai nostri piccoli.

I nostri bambini in Terra Santa, sono i protagonisti inconsapevoli, che vivono nel cuore del conflitto mediorientale.

La città di Gerusalemme è separata dalle città palestinesi, dalla costruzione del muro che sta pesantemente dividendo famiglie, separando abitazioni dalle scuole, dagli ospedali, dalla parrocchia. 

La situazione economica è molto grave. L’incessante disoccupazione sta aumentando la povertà nelle famiglie. I bambini, sono i primi a risentire di un disagio psicologico nella crescita per il clima di tensione e di paura  che si percepisce. Ci troviamo a far fronte ad una nuova emergenza quella della droga nel vecchio quartiere della città. Preoccupante, secondo gli ultimi rilevamenti l’età di chi fa uso di sostanze stupefacenti, si è abbassato alla soglia dei ragazzi di 14-15 anni. A tutto ciò bisogna aggiungere la particolarità differente di cui è formata la popolazione: israeliani, palestinesi, che a loro volta appartengono a diverse religioni, e che cercano di convivere e coesistere nonostante le differenze.

Per questo Gerusalemme viene definita “L’ombelico del mondo”, ma è anche per questo che tutti ci dobbiamo impegnare a far diventare Gerusalemme “La città di Dio” , anche attraverso piccoli segni.

I Bambini senza confini, vogliono esprimere attraverso il gioco, lo sport, ciò che San Francesco ha lasciato in eredità in questa terra: La perfetta letizia per essere piccoli strumenti di pace.

Con questa gioia nel cuore, e con il desiderio di abbattere ogni blocco di cemento che voglia indurire il cuore, quest’anno per la prima volta, si è svolto a Gerusalemme il torneo di calcio “Coppa San Francesco 2007” .

Più di cento bambini hanno  disputato diverse partite, alle quali si sono preparati con impegno guidati dai loro allenatori ed educatori.

L’ attesa del torneo è stata vissuta da tutti noi con profonda trepidazione,  poiché dopo un anno che è partito il progetto di Bambini senza confini , questa è  stata la prima manifestazione pubblica.

La manifestazione, si è svolta a Beit Hanina, una frazione della Parrocchia, che presto si trasformerà nell’unico centro di Gerusalemme est, per l’aggregazione giovanile dedicato a Giovanni Paolo II, grazie al generoso contributo di diversi enti italiani, che stanno ricostruendo  campi e attrezzature sportive, sempre in linea con i progetti educativi rivolti all’area giovanile della comunità.

Questo primo Torneo di calcio “San Francesco” che la Parrocchia ha organizzato, ha avuto la forza di  coinvolgere tutti, seguendo lo  spirito francescano, abbiamo realizzato un vero ed autentico percorso sportivo ecumenico vedendo la partecipazione dei bambini delle comunità ortodosse, armene, israeliani,  e musulmani, nel pieno rispetto di quelle che sono le linee guide del pensiero del progetto educare alla pace anche attraverso il  linguaggio del gioco e del dialogo.

Il campionato è iniziato in un ambiente competitivo e di sano sport che ha visto protagonisti tanti giovani atleti, che in campo hanno dato il massimo, e sicuramente non hanno risparmiato energie per rendere vivo lo spettacolo a tutti i tifosi spettatori.

Queste iniziative servono a sottolineare l’importanza dello sport come impatto umanitario di un nuovo linguaggio di pace, e di poter così intensificare la rete di comunicazione tra i bambini e i giovani di Gerusalemme, per aiutarli a crescere in un clima in cui i valori morali di condivisione alla pace sono  alla base per fondare la nuova generazione, anche attraverso l’etica e la competizione sportiva, e poter  crescere anche con la speranza di diventare perché no, atleti professionisti.

Prima di iniziare le finali, si sono disputate numerose partite, sotto la supervisione della Commissione in materia di campionato.

Le squadre partecipanti sono state suddivise in due gruppi: il primo gruppo: la squadra della città vecchia, la  squadra della scuola Terra Santa di Ramla e bambini senza frontiere  e la squadra di Beit Hanina.

Il secondo gruppo, la Scuola del Patriarcato , la  squadra  di S. Dimitri team .

Le partite si sono disputate con entusiasmo, ma soprattutto  e  con la fibrillazione tipica di chi vuol vincere con  determinazione..

Nel  primo gruppo la squadra della Terra Santa di  Ramla  si è qualificato primo,e secondo la squadra dei bambini senza confini della  città vecchia

La finale è stata disputata tra due scuole quella di Terra Santa di Ramla e la squadra della scuola dei Freres.

Il gioco è stato avvincente e abbiamo assistito ad una bella sfida calcistica fra le due squadre e sul finire del secondo tempo, negli ultimi istanti è arrivato il gol vincente per la squadra della scuola dei Freres, fissando il risultato di tre a due e vincendo il Primo Torneo Coppa San Francesco 2007.

Al termine della manifestazione, alla presenza delle autorità locali,  abbiamo premiato tutti i partecipanti e consegnando solennemente il Primo Trofeo San Francesco alla squadra vincitrice della Scuola dei Freres  allenata dal professor  Maurice Rock, della comunità ortodossa.

L’esperienza positiva di questo torneo, è stata sorprendente: perché hanno partecipato e collaborato veramente in tanti creando una cordata di tante persone che sono attivamente coinvolte in Terra Santa e anche all’estero per sensibilizzare il dialogo e promuovere incessantemente testimoniando con la loro presenza che la pace passa  anche attraverso i piccoli e i grandi gesti di uomini e donne. Segni nuovi, per un epoca che cambia, che ci rende direttamente  coinvolti e che daranno un nuovo slancio e nuovo dribbling al cammino di  pace, poiché  è solo custodendo e coltivando il pensiero di pace che possiamo promuovere che la Pace è possibile anche di fronte all’impossibile. E’ e deve essere sentito da tutti un bene per l’umanità intera.

Pace e bene!

 

Fr. Ibrahim Faltas ofm

Parroco di Gerusalemme