
Roni, Tawfik, George,
Said, Daniel, Patrick, Michael, Micheline, Yazan , Emile,
Jossef, Nadim, Hanna, Rani, Philip, Kamis, Basil, Alex, Fadi,
Daniel, Jeries, Khader, Anton, Daniel, George, sono stati scelti
a rappresentare la prima squadra del progetto Bambini senza
confini sbarcata in Italia, per partecipare ad un torneo
amichevole disputatosi sabato 14 giugno presso i campi di calcio
del centro sportivo dell’oratorio di Vimercate.
L’iniziativa è stata
organizzata dall’Oasi di Pace, in collaborazione con la Caritas
decanale di Vimercate, che aveva avuto occasione di conoscere
Padre Ibrahim Faltas, durante una sua conferenza in Italia, e
aveva entusiasmato tutti con il suo nuovo progetto di educare
alla pace di Bambini senza confini che si prefigge attraverso
l’attività sportiva di promuovere la pace.
Le gare di football o
di basket, la competizione con gli avversari educa i nostri
bambini al rispetto reciproco, alla collettività, all’impegno
costante e a coltivare nuove amicizie protese ad aprirsi al
dialogo, ed i bambini che sono iscritti all’attività di
“Bambini senza confini”, oltre al gioco e allo sport,
partecipano al cammino religioso insieme ai loro
allenatori-educatori.
Così tutti si sono
lasciati coinvolgere da questa iniziativa ed è scaturito un
torneo organizzato per invitare questi bambini di Gerusalemme a
partecipare, e a testimoniare soprattutto che attraverso lo
sport ci si può impegnare maggiormente ad educare, al rispetto e
alla stima reciproca, affinché si possa giungere a una solida
coesistenza pacifica e solidale fra le diverse appartenenze
religiose .
L’entusiasmo di avere
presenti nelle realtà di Vimercate, Oreno ed Arcore, bambini di
Gerusalemme, ha contagiato varie associazioni sportive, i
comuni, gli oratori e soprattutto tante giovani famiglie che
hanno aperto le loro case per dare ospitalità ai bambini.
Il giorno del loro
arrivo, venerdi 13 giugno c’era molta attesa e trepidazione, e
in aeroporto è stato emozionante andare incontro alla squadra
di questi piccoli atleti, che hanno stupito tutti come si sono
presentati, nella loro divisa verde fluorescente,ma soprattutto
con l’ordine e la gioiosa serietà di chi sa che sta facendo
qualcosa di veramente grande, guidati e consigliati dai loro
educatori Rami, Elias, Joseph, quest’ultimo è la salvezza per
gli italiani poiché conosce perfettamente la loro lingua.
Al loro arrivo,alcuni
giovani dell’oratorio di Oreno, hanno dato loro il benvenuto con
il ballo e il canto del campo estivo di quest’anno e dopo un
rinfresco tutti a casa poiché il giorno successivo si
disputeranno le partite.
Al mattino di sabato 14
il ritrovo era per tutti presso i campi di calcio dell’oratorio
di Vimercate dove i trecento piccoli atleti che hanno aderito
all’iniziativa, si sono stretti in un cerchio di gioia per dare
inizio con una preghiera e un canto in italiano e in arabo al
primo torneo “Bambini senza Confini”.
Si sono disputate
diverse partite per la classifica, divisa in due fasce di età
diversa:
la prima formazione dei
ragazzi più grandi, alcuni provenienti da Beit Hanina, altri
dalla città vecchia che si sono classificati al quinto posto,
trovando il grande ostacolo di dover giocare in un campo di
erba, ma che hanno lottato ed hanno anche segnato parecchi goal,
incitati costantemente da Rami ed Joseph, che come autentici
coach davano loro indicazioni di gioco, naturalmente in arabo
incuriosendo tutti i presenti.
La squadra dei più
piccoli, ha stupito tutti gli spettatori,per il gioco di squadra
che hanno messo in campo, per tanti goal segnati, per la
determinazione che mettevano a voler vincere, per qualche
piccolo giocatore che riusciva a portare la palla al piede da un
estremo del campo all’altro, dribblando da campione, e per la
bella presenza dell’unica “portiera” Micheline, che ha riscosso
gli applausi di molti, poichè più volte i suoi interventi sono
stati decisivi. Si sono classificati al secondo posto ai calci
di rigore.
I volti dei ragazzi
erano un po’ tristi e delusi per la classifica, ma al momento
della premiazione si è elevato un lungo applauso per loro,
veramente meritato, che ha fatto risplendere il sorriso nei loro
volti.
Al termine della lunga
giornata dedicata, solo ed esclusivamente allo sport, tutti
stanchi, ma soddisfatti si sono dati appuntamento a
Gerusalemme, per disputare il torneo di ritorno! Un percorso
verso la pace con il cuore nel pallone!